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Foreste e global warming

Le piante sono un compagno prezioso per l’uomo. Responsabili del sequestro di anidride carbonica e del rilascio di ossigeno, della conservazione del suolo e delle biodiversità, le foreste sono un importantissimo alleato anche per contrastare il surriscaldamento globale.

Secondo gli studi della Global Forest Resources Assessment tra il 1990 e il 2015 la presenza di foreste mondiali ha subito una diminuzione annua pari allo 0,13%, ovvero una superficie pari a quella della Croazia. Parallelamente la temperatura media mondiale è cresciuta di quasi 1° dal 1880 ad oggi.

Gli effetti nefasti del global warming sono tanti: fenomeni naturali di fortissima intensità, temperature globali costantemente in aumento, ecosistemi gravemente minacciati, zone altamente popolate che devono fare i conti con l’innalzamento delle acque o con la siccità.

Andando avanti con gli anni le foreste saranno sempre più decisive nel mitigare gli effetti del surriscaldamento globale. Grazie alla fotosintesi clorofilliana gli alberi rimuovono circa il 29% delle emissioni di combustibili fossili, contribuendo inoltre alla protezione del suolo e delle biodiversità, e al filtraggio e alla pulizia dell’acqua che usiamo quotidianamente.

Nel 2018 sono stati distrutti 13 milioni di ettari di foreste, il 30% della copertura forestale mondiale è stato polverizzato e un ulteriore 20% è stato degradato. Essendo la maggior parte delle foreste mondiali frammentate, quelle rimaste intatte sono solo il 15%. Aumentare la copertura di aree alberate significa proteggere il suolo, le diverse specie che abitano il nostro pianeta, prevenire frane e smottamenti del terreno, regolamentazione del ciclo idrico e lotta al global warming.

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